Ci sono donne che sono state sospettate di grandi colpe, accusate di aver compiuto gesti orribili, offese in vita e maledette da morte. Le leggende e le dicerie sono sopravvissute alla realtà dei fatti e hanno dettato alla fantasia dei posteri delle immagini legate a questi nomi che non sono del tutto vere, alcune delle quali ne hanno diffamato, senza nessuna possibilità di appello, la memoria. Queste grandi dame, se non furono del tutto prive di colpa, (e chi non lo è?) almeno si potranno ricordare non così disumane come ci appaiono o consumate nei delitti che commisero. Non si può certo negare, che alcune di loro abbiano compiuto azioni o reati crudeli nel corso della loro vita ma, è necessario misurare queste azioni in un contesto determinato e con un occhio meno critico, in base all’epoca in cui vissero e agli intrecci delle loro relazioni sociali e familiari. Se c’è un tribunale che rivendica e persegue il calunniatore che in vita insidia l’onore dei viventi, ci dovrebbe essere un giudice contro chi, senza indagare la verità dei particolari di un fatto, senza farsi coscienza di esaminare quanto afferma, snatura i ricordi, li frammenta, confonde personaggi e colpe e crea un simbolo d’infamia, un’ombra nera.

 

 

Michela Donvito

Il marchio della calunnia

2018, 152 pag.

Isbn: 978-88-85789-23-4

 

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Il marchio della calunnia - Michela Donvito

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