È una supplica che potrebbe sembrare preghiera la poesia di questa
raccolta, se non fosse che Cesare Perri ha voglia di afferrare l’incanto
solo per lasciarlo andare, è intransigente, non cattura, sostituisce i
sogni con un tratto o una parola, nelle lunghe soste a ricordare la
consolazione che aveva accanto.
Dietro le facciate di una porta fatiscente o di un muro che piange
rivoli di sbriciolato, i sentimenti verso la sua terra amata, la sua vita
amata, si tingono di quel senso di gratitudine verso il tempo ricevuto.
Che almeno possa sentire pacificato il lato rivolto al sole. È un
viaggio, ma non a ritroso, verso il basso, dentro, profondo, a
esprimere il senso di solitudine come rifugio, di alterità come
speranza. È l’altalena dei ricordi.
Non è però un libro dei ricordi perduti; la sua è un’identità di
poeta, sempre generoso, scrive per meglio amare, tiene aperte finestre
e occhi, sente il mondo pieno di gente e nessuna di quelle persone è
lui, se non il cantore dei migranti, degli ultimi, di un amore unico per
sempre.

 

Autore: Cesare Perri
Titolo: ‘U “milucuocciu” di Serrastretta
Sottotitolo: Il paese che ho dentro

poesie: fuori collana 

2019 160 pag 

Isbn: 978-88-85789-48-7

 

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‘U “milucuocciu” di Serrastretta - Cesare Perri

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